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	<title>Lo Sport Agenzia &#187; Homepage</title>
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		<title>Ecco come è nata la Ferrari più brutta</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:34:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Automobilismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il primo impatto non è stato dei migliori. Nemmeno il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo è riuscito a nascondere il fatto che la nuova F2012 sia effettivamente molto molto brutta. Ma, come è logico che sia, il giudizio di una monoposto non può essere legato alla mera estetica. Oltre al colpo d’occhio c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo impatto non è stato dei migliori. Nemmeno il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo è riuscito a nascondere il fatto che la nuova F2012 sia effettivamente molto molto brutta. Ma, come è logico che sia, il giudizio di una monoposto non può essere legato alla mera estetica. Oltre al colpo d’occhio c’è di più. E sta tutto nel nuovo regolamento e nella voglia di rinnovarsi del team di Maranello dopo un anno da dimenticare.</p>
<p><strong>PIEDE SULL’ACCELERATORE –</strong> Il modello è quello di Fernando Alonso, che nel Mondiale più difficile ha schiacciato fino in fondo per spremere quei decimi di secondo che la Ferrari dell’anno passato proprio non poteva garantirgli. Il pilota spagnolo ha dato l’esempio e Stefano Domenicali lo ha seguito. Dopo le critiche ricevute per una monoposto molto conservativa sul piano dinamico come quella del 2011 e la rivoluzione in seno al team, ecco dunque la macchina più estrema di sempre. Il fatto che sia anche la più brutta poco conta per gli ex McLaren Pat Fry e Nikolas Tombazis, i due che hanno coordinato il progetto della F2012. L’obiettivo era sfruttare al massimo il nuovo regolamento della Formula 1 e provare a rilanciare dopo un anno passato ad inseguire.</p>
<p><strong>LA RIVOLUZIONE: MUSETTO E SOSPENSIONI – </strong>Il punto focale del nuovo progetto sta nella parte frontale. I problemi principali della vecchia Ferrari erano la tenuta di strada e i tempi di riscaldamento delle gomme anteriori. Per risolvere queste due problematiche, si è deciso di stravolgere il quadro e di sfruttare al massimo il nuovo regolamento, che limita l’altezza dell’anteriore. Il telaio è stato portato all’altezza massima consentita (62,5 cm) lì dove si innesta nel musetto (forzatamente abbassato per ragioni di sicurezza) “da balena” (per dirla alla Montezemolo), creando l’effetto tanto sgradevole a livello estetico. In questo modo, però, si incanala il quantitativo massimo di aria e si cerca di stabilizzare al meglio la monoposto. Tutto ciò comporta per esigenze aerodinamiche anche l’altro cambiamento determinante, quello del passaggio alle sospensioni “pull-rod” anche sull’anteriore, una soluzione che nel “circus” non si vedeva dalla Minardi del 2001 e che era stata progressivamente negli anni 90. Il fatto che sia stata rispolverata si spiega ancora con l’esigenza di convogliare aria, operazione che con il musetto abbassato diveniva difficoltosa. Sarà la scelta giusta? Se tutto andrà come deve, l’addio agli scarichi soffianti nel diffusore potrebbe essere compensato dall’aria proveniente dalla parte frontale della monoposto. Ma, come è abbastanza chiaro, si tratta di un progetto nel complesso rischioso.</p>
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		<title>Vince la Francia, l&#8217;Italia non demerita</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova Italia modellata da Jacques Brunel nasce con una sconfitta, ma non potevamo aspettarci un&#8217;altra impresa, dopo quella del Flaminio dello scorso anno. O meglio, potevamo sperarci ma non contarci. I transalpini, anch&#8217;essi rinnovati, hanno maggior qualità e si sa, ma almeno per 50&#8242; i ragazzi azzurri tengono testa alla formazione vice-campione del mondo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova Italia modellata da Jacques Brunel nasce con una sconfitta, ma non potevamo aspettarci un&#8217;altra impresa, dopo quella del Flaminio dello scorso anno. O meglio, potevamo sperarci ma non contarci. I transalpini, anch&#8217;essi rinnovati, hanno maggior qualità e si sa, ma almeno per 50&#8242; i ragazzi azzurri tengono testa alla formazione vice-campione del mondo. Soprattutto nella prima parte, sono stati Parisse &amp; Co. a fare gioco e a proporsi, anche se a finalizzare sono quasi sempre gli avversari. Nella ripresa invece, è quasi un monologo dei Bleus, che approfittano del fiato corto dei nostri per metterci alle strette. Finisce 30-12, poteva andare meglio ma poteva andare anche molto peggio. Qualcosa di positivo si è visto, ma per arrivare al livello dei più bravi e, non dimentichiamolo, favoriti per il titolo, serve ancora tanto tanto lavoro.</p>
<p><strong>TANTI VOLTI NUOVI </strong>- E&#8217; un&#8217;Italia profondamente cambiata rispetto al Mondiale quella che si presenta allo Stade de Francecontro i Bleus: Jacques Brunel dà fiducia ad alcuni giovani, Giovanbattista Venditti su tutti, cambia qualche ruolo e si affida al duo Gori-Burton in cabina di regia. La Francia schiera tanti reduci della finale di Coppa del Mondo, persa con la Nuova Zelanda, e presenta qualche novità, a partire dal ct, Philippe Saint-André: i Bleus sono i favoriti alla vittoria finale e vogliono cominciare subito al 100%.</p>
<p><strong>L&#8217;ITALIA GIOCA, LA FRANCIA SEGNA </strong>- A Parigi la temperatura è ampiamente sotto gli zero gradi, ma in campo non sembra avvertirsi: l&#8217;Italia è la squadra che cerca maggiormente di fare gioco, e già questa è una buona notizia. Gli azzurri attaccano, soprattutto per vie centrali, cercando di mantenere il possesso con Burton, bravo a cambiare gioco, alla mano e al piede. L&#8217;unico aspetto negativo è che la Francia, quando commettiamo qualche errore, ci punisce subito: succede al 12&#8242; quando Yachvili sblocca il risultato al piede. Poi Burton è bravo a pareggiare, trovando il drop al 19&#8242; ma due minuti dopo passa la Francia, stavolta con la marcatura pesante: la difesa azzurra lascia un buco, tra Lo Cicero e Ghiraldini, e Rougerie ne approfitta, fiondandosi oltre la linea di meta. L&#8217;Italia non si demoralizza e si spinge in attacco, trovando al 30&#8242; il calcio di Burton che ci riporta sotto, sul 10-6. Al 35&#8242; però, ecco un altro errore, in fase di mischia questa volta: ne approfitta Picamoles che lancia Malzieu, bravissimo a sfuggire ai nostri difensori e siglare il 15-6 che chiude la prima frazione di gioco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DOPO 50&#8242; GLI AZZURRI CEDONO </strong>- Subito a inizio ripresa, l&#8217;Italia ha una chance per accorciare, ma Burton non riesce a dare la giusta forza al proprio calcio che si spegne qualche metro indietro rispetto ai pali francesi. Al 45&#8242; McLean si produce in una squisita penetrazione per vie centrali, ma la sua corsa si ferma prima del dovuto, complice la buona difesa francese. L&#8217;Italia c&#8217;è, insomma, è mantiene il pallino del gioco: al 47&#8242; ecco il calcio di Burton che vuole dire 15-9. Gli azzurri, a questo punto, cominciano a soffrire: la Francia quando decide di accelerare fa molto male, ed è difficile per i nostri rialzare il baricentro. Yachvili sbaglia un calcio, ma ne trasforma un altro e al 54&#8242; ecco la terza meta del match: arriva per mano di Clerc, bravo a concretizzare un contropiede tre contro zero dei nostri avversari, ormai padroni indiscussi del campo. Gli avanti cedono, la difesa azzurra collassa, mentre i Bleus si esaltano: il neo-entrato Botes trova i primi punti azzurri con un gran calcio al 61&#8242;, ma la Francia non è sazia. Geldenhuys si becca un giallo al 71&#8242; e il finale è sofferenza pura: Fofana segna la quarta meta transalpina, ma l&#8217;Italia prova a segnare una meta e chiude in attacco, nonostante l&#8217;uomo in meno. Dimostrando cuore e carattere, ma per giocare alla pari con le migliori manca ancora tanto. Brunel, i tre anni di cui parlavi ti basteranno?</p>
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		<title>Zamparini &#8220;Con arabi Scudetto in 3 anni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Palermo potrebbe essere il primo club italiano ad avvalersi di capitali arabi. L&#8217;obiettivo del presidente Maurizio Zamparini è da tempo quello di coninvolgere gli imprenditori sauditi con cui è già in affari in altri settori, per potere rendere la squadra rosanero più competitiva. Il progetto è ancora in embrione, ma non è da escludere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Palermo potrebbe essere il primo club italiano ad avvalersi di capitali arabi. L&#8217;obiettivo del presidente Maurizio Zamparini è da tempo quello di coninvolgere gli imprenditori sauditi con cui è già in affari in altri settori, per potere rendere la squadra rosanero più competitiva. Il progetto è ancora in embrione, ma non è da escludere che il Palermo nel prossimo futuro possa seguire le orme del Manchester City e del Paris Saint Germain, anche se il modello di riferimento continuerà ad essere l&#8217;Arsenal, con la ricerca dei giovani più promettenti che possano diventare futuri campioni.</p>
<p><strong>I NUOVI POSSIBILI SOCI DI ZAMPARINI - </strong>Il primo passo si è concretizzato oggi con la conferenza stampa organizzata allo stadio &#8220;Barbera&#8221; da Zamparini allo scopo di presentare i suoi ospiti nonché soci in affari, ovvero Ahmed Zubeidi (Ama Group), Abdulrahman Owidan (Owidan Group) e l&#8217;indiano Shabbir Vakil (Al Vakil Group. &#8220;<em>Ahmet è colui che mi procaccia investitori di grosso livello</em> - afferma il patron rosanero -<em>divertendomi ho parlato con loro del Palermo calcio. Stanno facendo con me operazioni imprenditoriali nel nostro Paese che ha bisogno di capitali stranieri. Ho trovato gente uguale a noi, gente come i palermitani che dà più importanza al cuore e ai sentimenti. Domani non saranno qui per la partita perché devono andare in Marocco per affari. Spero che abbiano voglia di entrare nel mondo del calcio per avere visibilità e che il Palermo calcio possa giovare di questo aspetto, perché se dovessi riuscire in questo sarei contento, taglierei un traguardo importante per questa città&#8221;.</em></p>
<p><strong>L&#8217;AMBIZIOSO PROGETTO DEGLI SCEICCHI - </strong>&#8220;<em>L&#8217;obiettivo è di arrivare a portare qui in Italia, da qui a 5 anni, business per svariati miliardi di euro. Secondo obiettivo è che ci impegneremo a trovare degli investitori per il Palermo Calcio per riuscire da qui a tre anni a portare un sostanziale aiuto alla squadra per riuscire a vincere lo scudetto. Ci saranno investimenti sul Palermo per 100-200 milioni tra stadio e nuovi calciatori nei prossimi tre anni. Perché scegliere l&#8217;Italia? Nel mercato anglosassone sono arrivati altri imprenditori arabi e poi se siamo qui è per Maurizio Zamparini</em>&#8220;. Precisazione doverosa perché un eventuale loro coinvolgimento non escluderebbe Zamparini che continuerebbe sul piano operativo ad avere un ruolo primario nella gestione della società. Per quel che riguarda la tempistica i sauditi si sono mostrati piuttosto ottimisti: &#8220;<em>Un investitore è già presente per gli affari con Zamparini nel settore turismo. Adesso si sta lavorando per aprire anche questa porta sul calcio </em>- ha continuato Ahmub Zubeidi - <em>Perché non entro io stesso nel Palermo? Non è solo un fatto di buttare lì dei soldi, bisogna formare un gruppo di investitori che vengano giù per un progetto a medio-lungo termine. Progetto attuabile a giugno?. Il 15 marzo dovremmo essere pronti per anticipare il piano di investimento di 3-5 anni</em>&#8220;. Zamparini ha anche annunciato che il Palermo sarà coinvolto in una particolare amichevole: &#8220;Andremo a Teheran &#8211; spiega &#8211; ho conosciuto un loro ministro e ci hanno invitati. Andremo anche per conoscere loro. Come fa il Milan a Dubai, loro hanno i mezzi e i capitali&#8221;.</p>
<p><strong>PALERMO: SCUDETTO ENTRO TRE ANNI - </strong>&#8220;Duecentomilioni e lo scudetto in tre anni? <em>E&#8217; molto dura </em>- continua Zamparini - <em>ma vedendo cosa sta fecendo il City in Inghilterra spero di ottenere gli stessi riultati. Riprendere Pastore? Dobbiare cercare altri 5 come Pastore di 19 anni perché il nostro modello e&#8217; l&#8217;Arsenal e non il Psg. Se l&#8217;affare va in porto, oltre alla ricerca di giovani sul mercato internazionali potremmo prendere anche altri giocatori affermati che in questo momento non possiamo permetterci&#8221;.</em></p>
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		<title>Errani non delude; Schiavone umiliata</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[S. ERRANI b. K. BONDARENKO 6-2 6-3 Reduce da un Australian Open da record con l&#8217;approdo ai quarti di finale nel singolare e la sconfitta in finale nel doppio, Sara Errani prosegue nel suo grande momento di forma non lasciando scampo a Kateryna Bondarenko nel match di apertura contro l&#8217;Ucraina in Fed Cup. La tennista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S. ERRANI b. K. BONDARENKO 6-2 6-3</strong></p>
<p>Reduce da un Australian Open da record con l&#8217;approdo ai quarti di finale nel singolare e la sconfitta in finale nel doppio, Sara Errani prosegue nel suo grande momento di forma non lasciando scampo a Kateryna Bondarenko nel match di apertura contro l&#8217;Ucraina in Fed Cup. La tennista azzurra, preferita a Flavia Pennetta per esordire nel singolare, liquida la pratica in un&#8217;ora e 14 minuti di gioco, senza mai concedere un break all&#8217;avversaria, tenuta alla miseria di 5 giochi complessivi. La Errani comincia recuperando da un 15-40 per piazzare subito il primo break, e vola poi via sul 5-2 strappando il servizio alla Bondarenko nel settimo gioco: il primo set, archiviato in soli 34&#8242;, si conclude con un rovescio fuori misura dell&#8217;ucraina. L&#8217;azzurra apre il secondo parziale con un altro break, supera un breve momento di appannamento sul 3-2 in proprio favore e sistema poi la pratica nel finale.</p>
<p>&#8220;Ho servito bene, cosa positiva &#8211; ha detto la Errani al termine del match -. Dovevo stare concentrata, soprattutto perché ogni tanto faceva punti pazzeschi, altre volte errori banali. Il fattore campo mi ha aiutato e la fiducia in questo periodo è tanta: mi sento bene e spero di migliorare sempre, giorno dopo giorno. Giocare con la maglia azzurra è una gioia. Sto giocando bene, sono in fiducia, ma non penso che in un solo torneo posso aver raggiunto Flavia o Francesca. Spero di guadagnare sempre più la fiducia di Barazzutti. Io sono sempre disponibile per ogni sfida, singolo o doppio&#8221;.</p>
<p><strong>L. TSURENKO b. F. SCHIAVONE 6-1 6-2</strong></p>
<p>Termina dunque sull&#8217;1-1 la prima giornata della sfida di primo turno di Fed Cup tra Italia ed Ucraina sulla terra battuta indoor del Lauretana Forum di Biella. Dopo la facile affermazione di Sara Errani nel primo singolare, nel secondo Francesco Schiavone è stata letteralmente umiliata da Lesia Tsurenko che si è imposta con un secco ed eloquente 6-1 6-2. La Leonessa milanese non è mai entrata in partita confermando il difficile momento, sia dal punto di vista fisico che mentale, già evidenziato nella pessima trasferta australiana per il primo Slam dell&#8217;anno.</p>
<p>&#8220;E&#8217; complicato esprimere a parole le sensazioni che hai dentro &#8211; spiega poi la Leonessa in conferenza stampa -. Direi che ho giocato male, corto, e lei è stata brava ad aggredirmi. Non l&#8217;ho mai messa in difficoltà e lei è stata abile a far gioco. Il mio non era un tennis in spinta. Non ho avuto avvisaglie durante gli allenamenti, anzi proprio in allenamento sto dando il meglio. Una volta era diverso, rendevo di più in gara. Ogni giorno imparo nuove cose, entro in nuove fasi. Più che arrabbiata mi sento delusa, soprattutto per la squadra. In Fed Cup gareggi non solo per te stessa e quando non vinci dispiace ancora di più. Anche la rabbia è un sentimento che provo in questo momento. E&#8217; normale, in tutti i campi della vita quando qualcosa non ti riesce&#8221;.</p>
<p>&#8220;Speravo dopo i singolari di prima giornata di essere 2-0. Non lo posso negare – ha aggiunto il capitano di Fed Cup, Corrado Barazzutti -. Questo è il tennis e gli imprevisti fanno parte del gioco. Pensiamo a finire questo incontro e andare oltre. Mi dispiace molto per la sconfitta della Schiavone, comunque si va avanti. Di sconfitte ci nutriamo e anche attraverso le stesse cresciamo. Sono da utilizzare nel modo giusto. In ogni caso, siamo ancora i favoriti&#8221;.</p>
<p>Il programma di domenica che deciderà la sfida: Francesca Schiavone-Kateryna Bondarenko; Sara Errani-Lesia Tsurenko; Roberta Vinci/Sara Errani-Olga Savchuk/Yuliya Beygelzimer.</p>
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		<title>Rubio vs Flynn non si discute: 1 fisso</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:44:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Prowling into playoffs”. ESPN titolava così un paio di giorni fa, tramutando il classicocrawling (strisciare) in un più pittorescoprowling (predare,) che meglio si adatta alle fauci stilizzate del lupo che campeggia sul logo di Minnesota. I Timberwolves verso la post-season: probabilmente non si verificherà quest’anno (e soltanto perché hanno la &#8220;sfortuna&#8221; di giocare nella Western Conference), ma è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Prowling into playoffs”. ESPN titolava così un paio di giorni fa, tramutando il classico<em>crawling </em>(strisciare) in un più pittoresco<em>prowling </em>(predare,) che meglio si adatta alle fauci stilizzate del lupo che campeggia sul logo di Minnesota. I <strong>Timberwolves </strong>verso la post-season: probabilmente non si verificherà quest’anno (e soltanto perché hanno la &#8220;sfortuna&#8221; di giocare nella Western Conference), ma è una possibilità che potrebbe concretizzarsi presto. Nonostante le stilettate che <strong>David Kahn, </strong>il gm della franchigia di Minneapolis, ha puntualmente ricevuto per ogni movimento di mercato (ormai deve avere più cicatrici lui che Giulio Cesare), i T-Wolves stanno finalmente trovando il modo di forgiare quella quantità industriale di talento grezzo cui sono provvisti in una squadra. I giovani stanno maturando, <strong>Kevin Love </strong>è diventato a tutti gli effetti un’All-Star e non una semplice macchina da doppia-doppia che “ruba” i rimbalzi ai compagni per gonfiare le sue statistiche nel deserto tecnico-tattico più totale, e questa “armata Brancaleone” dei nostri tempi ha finalmente trovato il proprio timoniere. <strong>Ricky Rubio, da El Masnou, Catalogna.</strong></p>
<p>Quando venne scelto con la numero 5 al draft del 2009, Ricky storse il naso, sia perché la chiamata arrivò da Minnesota (freddo, neve, mercato piccolo), sia perché i T-Wolves presero, immediatamente dopo di lui, <strong>Jonny Flynn,</strong><em>point-guard </em>da Syracuse, fresco fresco di titolo di MVP della Big East. Insomma, come se Minny volesse intendere: “fiducia a Rubio sì, ma il giusto&#8230;”. Dopo due anni trascorsi a <strong>Barcellona, </strong>dove sembrava pensare a tutto tranne che, un giorno o l’altro, sarebbe dovuto sbarcare nelle pinete imbiancate del Minnesota, e dopo due anni in cui, messo finalmente alla guida di una grandissima squadra, sembrava essere regredito in maniera tanto vistosa quanto inspiegabile, Ricky ha deciso di intraprendere il gran salto oltre l’Oceano. E a Minneapolis, dov’è stato subito accolto come un semidio dai tifosi che ancora lo ricordavano quando, appena diciassettenne, giostrava la Spagna nella finale olimpica di Pechino, si è ri-trasformato, tornado il giocatore elettrico ed elettrizzante di un tempo.</p>
<p>Inserito in una squadra con poca pressione (di risultati e mediatica) sulle spalle e non legata a personalità forti come potevano esserci nel Barcellona ricco di superstar europee, Ricky è potuto tornare ad esprimere il suo gioco <strong>a briglie sciolte, fatto di corsa, e di tanta sregolatezza: </strong>ha libertà di tenere palla in mano e di creare dal palleggi, muovendo la difesa in penetrazione e rifornendo Kevin Love di palloni da appoggiare semplicemente al vetro in <strong>pick’n’roll, </strong>che gioca con efficacia, e leggerezza, impressionante. Certo, su quel tiro da fuori bisogna anche lavorare molto, e se cozza contro un aiuto in mezzo all’area è difficile che riesca a segnare, ma il suo gioco, fatto di <strong>velocità, invenzioni e creatività con una scioltezza da brividi, </strong>ha riacceso a Minneapolis quella passione persa quando Kevin Garnett prese la via di Boston.</p>
<p>Con un piccolo “ringraziamento” all’infortunio di JJ Barea, che gli ha virtualmente spianato la strada togliendo di mezzo un concorrente scomodo, Rubio sta viaggiando a più di 11 punti e quasi 9 assist di media a partita, una &#8220;doppia-doppia che cammina&#8221; inusuale per un playmaker bianco, dal fisico “normale” e con un <strong>1990 </strong>scritto sulla carta d’identità. Ma, appunto, Rubio è rookie solo sulla carta: professionista da quando aveva 14 anni, ha dimostrato che giocare con continuità ad alto livello in Europa può essere può formativo che uno-due anni di college negli States. Vedi Flynn.</p>
<p>Ah già, <strong>e Flynn? </strong>Dopo aver guidato in maniera stentorea i T-Wolves a un record di 15-67 nella sua prima stagione (certo, avere Kurt Rambis in panchina e la <em>triple-post offense </em>come schema non aiutava&#8230;) ha visto le sue cifre e il suo rendimento precipitare nella scorsa annata, in cui è stato pesantemente limitato da un intervento all’anca, ma non ha mai dato l’idea di avere quella leggerezza nel gioco e semplicità nel fare le cose sul parquet che ha Rubio. Ora langue sul fondo della panchina dei Rockets. <strong>Rubio-Flynn, non si discute: 1 fisso.</strong></p>
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		<title>Nuovo avversario per Nadal: è il fisco</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:43:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rafa Nadal deve affrontare un avversario che esula dal mondo sportivo con il quale si è sempre battuto con coraggio e determinazione. Ora è il fisco a chiedere il conto al mancino di Manacor che ha lasciato al suo agente le prime dichiarazioni. Da quanto sostengono i Media, l&#8217;ufficio delle imposte di Guipúzcoa (Paesi Baschi) ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rafa Nadal deve affrontare un avversario che esula dal mondo sportivo con il quale si è sempre battuto con coraggio e determinazione. Ora è il fisco a chiedere il conto al mancino di Manacor che ha lasciato al suo agente le prime dichiarazioni. Da quanto sostengono i Media, l&#8217;ufficio delle imposte di Guipúzcoa (Paesi Baschi) <strong>ha aperto un&#8217;inchiesta su Rafa Nadal </strong>e in particolare sul gruppo di società di proprietà dell’atleta spagnolo i cui domicili dal 2006 sembrano risultare nella provincia basca.</p>
<p>In questo modo  l’entourage di Nadal sarebbe riuscito <strong>a salvare una grande quantità di denaro </strong>(risparmiati non pagando le tasse adeguate) che avrebbe dovuto invece ‘sborsare’ qualora il domicilio delle aziende fosse stato indicato nella sua città natale, Manacor.  Secondo ‘El Mundo’ gli sarebbero stati tassati solamente lo 0,02% dei suoi profitti.</p>
<p><strong>Il tutto nasce con il controllo della società dal nome &#8216;Aspemir</strong>&#8216; che è gestita dalla compagnia Goramendi Siglo XXI, a cui Nadal ha ceduto i propri diritti di immagine poco tempo fa ed e il cui scopo è &#8220;lo sfruttamento e la commercializzazione dei diritti derivanti dal professionismo degli atleti&#8221;. Le entrate dichiarate sono attorno ai 50 milioni di euro ma le tasse elargite sarebbero di poco superiori agli 11 mila euro. Il problema che queta società è detenuta al 99,35% da Rafa e suo padre ne amministra l’andamento.</p>
<p>Il quotidiano catalano ‘El Confidencial’ insiste nello specificare che le quattro società legate a Nadal che in sostanza hanno gestito l’immagine del campione iberico, <strong>sono state domiciliate in zone con agevolazioni fiscali importanti</strong>mentre la maggior parte dell’attività erano svolte a Mallorca.</p>
<p>La difesa dell’ex numero uno al mondo, passa attraverso un comunicato emesso dal suo agente, Carlos Costa: “Le compagnie in questione e Nadal stesso <strong>sono in regola con il pagamento di tutti gli obblighi fiscali</strong>. Dall’inizio della sua carriera, Rafa ha sempre voluto mantenere la sua residenza in Spagna e così ha fatto, riaffermando il suo forte senso di appartenenza a questa nazione, dentro e fuori dal campo”.</p>
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		<title>E&#8217; il Torneo dei volti nuovi: l&#8217;Italia spera</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Si prospetta un Sei Nazioni in salita per l&#8217;Italia: le quote danno gli azzurri vincitori del torneo da 66 a 150, ma le velleità di Brunel non si spingono così in là. A battersi per il titolo ci saranno Francia (da 2.65 a 2.85), Galles (da 3.20 a 3.65) e Inghilterra (da 3.50 a 4.00). Più indietro Irlanda (dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si prospetta un Sei Nazioni in salita per l&#8217;Italia: le quote danno gli azzurri vincitori del torneo da 66 a 150, ma le velleità di Brunel non si spingono così in là. A battersi per il titolo ci saranno Francia (da 2.65 a 2.85), <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/galles/">Galles</a> (da 3.20 a 3.65) e Inghilterra (da 3.50 a 4.00). Più indietro <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/irlanda/">Irlanda</a> (dai 6.00 a 7.00) e <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/scozia/">Scozia</a>(16.00 a 26.00), la squadra con cui ci batteremo per una vittoria, forse l&#8217;unica nel Torneo. Ma se venisse qualcosa in più&#8230;</em></p>
<p><strong><a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/italia/">ITALIA</a> - allenatore (nuovo) Jacques Brunel (FRA)</strong></p>
<p>L&#8217;Italia cerca di fare un passettino verso l&#8217;alto sulla lunga scala del Sei Nazioni: gli azzurri vogliono posare definitivamente il Cucchiaio di Legno, che troppe volte si sono ritrovati tra le mani al termine del percorso, e poter stare con diritto al tavolo delle grandi del maggiore torneo europeo per nazioni. Per farlo è arrivato il cambio di guida tecnica: Jacques Brunel al posto di Nick Mallet, anche se proprio dal lavoro compiuto dall&#8217;ormai ex ct l&#8217;ex allenatore del Perpignan dovrà ripartire per puntare verso i piani alti. &#8220;Tutto si può fare, anche vincerlo il Sei Nazioni, un giorno: bastano impegno e applicazione&#8221;: questo il messaggio lanciato dal francese. Facile dirlo, meno applicarlo. L&#8217;ambizione dà una spinta non indifferente, ora resta da vedere se la strada tracciata sarà percorribile per tutti: Mallett si lamentava che agli azzurri mancasse qualità in determinati ruoli. Ora Brunel, nonostante un approccio da &#8220;bicchiere mezzo pieno&#8221; si ritrova con un drappello di nuovi ragazzi da testare, sconosciuti all&#8217;estero: è vero il buon Jacques ha dimostrato di saperci fare anche con materiale umano limitato, ma &#8220;je ne suis pas un magicien&#8221; (non sono un mago), un altro dei suoi primi cavalli di battaglia. Lo scorso anno gli azzurri hanno fatto non bene, ma benissimo in casa: una quasi vittoria contro l&#8217;Irlanda, un successo storico contro la Francia, ma anche delle prestazioni così così lontano dal Flaminio. Quest&#8217;anno la casa cambia, si passa all&#8217;Olimpico: spazio per &#8220;nuovi&#8221; tifosi (non ci sarà il tutto esaurito, ma quasi). La speranza è che, per ricominciare con buoni auspici, arrivi almeno una vittoria: tutti gli indizi portano all&#8217;ultima partita, quella del 17 marzo contro la solita Scozia. Quello che arriverà prima sarà tanto di guadagnato e di inaspettato: dunque ancora meglio.</p>
<p><strong><a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/francia/">FRANCIA</a> - allenatore (nuovo) Philippe Saint-André (FRA)</strong></p>
<p>La delusione della cocente sconfitta dello scorso anno del Flaminio con l&#8217;Italia è stata sicuramente lenita dalla finalissima mondiale raggiunta dai Bleus in <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/nuova-zelanda/">Nuova Zelanda</a> contro gli All Blacks. Secondi solo all&#8217;Inghilterra nel Sei Nazioni 2011, i transalpini non vedono l&#8217;ora di rifarsi e riprendersi lo scettro, a cominciare dalla sfida delo Stade de<a href="http://it.eurosport.yahoo.comfrance/">France</a> con gli azzurri. Si è chiusa l&#8217;era Marc Lièvremont, fatta di alti e bassi, di incomprensioni e di rivolte, si apre quella di Philippe Saint-André, ex allenatore di Gloucester, Sale Sharks e Tolone: si torna a fare sul serio, anche dal punto di vista della professionalità. La squadra si poggia sulle solide spalle di Thierry Dusautoir, giocatore dell&#8217;anno IRB, e Imanol Harinordoquy, ma occhio anche al nuovo che avanza, come il novellino della mediana, Wesley Fofana. La rosa è da favorita della vigilia, a meno di ribaltoni o qualche inciampo inatteso. E occhio alla gara del Millennium Stadium di Cardiff: quella potrebbe essere la &#8220;finale&#8221; del Sei Nazioni 2012.</p>
<p><strong><a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/galles/">GALLES</a> - allenatore (confermato) Warren Gatland (GAL)</strong></p>
<p>Tre vittorie consecutive nella scorsa edizione non hanno evitato un quarto posto che grida vendetta, viste poi le prestazioni messe in mostra nella Coppa del Mondo, dove i Dragoni sono risultati una delle formazioni più belle e performanti. Riuscirà il Galles a vincere il secondo titolo sotto la guida di Warren Gatland? Dipenderà da tante cose: inanzitutto da come guariranno gli infortunati di lusso, da Charteris a Priestland, passando per Alun-Win Jones e Burns; e poi dalla crescita dei giovani talenti, sicuri protagonisti in futuro, ma già indispensabili ora, quali Toby Faletau e George North, che avrà l&#8217;ingrato compito di far dimenticare Shane Williams (ritirato). Il talento c&#8217;è, questo è fuor di dubbio, ma saprà questa squadra reggere la pressione? Lo scorso anno non ce la fece, ora si riparte da zero. Tutto è possibile. Il Galles rimane, comunque, l&#8217;antagonista numero uno della Francia.</p>
<p><strong><a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/irlanda/">IRLANDA</a> - allenatore (confermato) Declan Kidney (IRL)</strong></p>
<p>Squadra vecchia e logora, oppure esperta e rodata? La differenza a volte sta nelle prestazioni e la squadra vista nell&#8217;ultimo anno tende più a indicare la seconda opzione rispetto alla prima. Lo scorso anno, l&#8217;Irlanda di Kidney riuscì a evitare che l&#8217;Inghilterra se ne andasse indisturbata con il Grande Slam, ma perse anche con Francia e Galles e le vittorie su Italia e Scozia furono abbastanza risicate. Al Mondiale poi arrivò la grande vittoria con l&#8217;<a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/australia/">Australia</a>, che diede ai Verdi il primo posto nel girone, ma poi arrivò la disfatta dei quarti con i Dragoni. Squadra difficile da leggere, quella irlandese, anche dalle difese avversarie. Capitan Brian O&#8217;Driscoll è ai box (infortunio alla spalla che lo terrà fuori per tutta la durata del torneo); sicuramente il punto di forza è costituito dal trio composto da Cian Healy, Sean O&#8217;Brien e Stephen Ferris, che ha fatto vedere cose mostruose con Leinster e Ulster e ha fatto benissimo anche nel Mondiale; calci e possesso saranno appannaggio di Jonathan Sexton e Rob Kearney. Basterà per dare del filo da torcere alla Francia &amp; Co.?</p>
<p><strong><a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/inghilterra/">INGHILTERRA</a> - allenatore (nuovo) Stuart Lancaster (ING)</strong></p>
<p>&#8220;Ma come, e non dove siamo?&#8221;, si chiederà il neo ct inglese, Stuart Lancaster, successore di Martin Williams, ma già predecessore designato di chi verrà dopo di lui. Per la verità, sono in pochissimi a puntare sulla nazionale della Rosa e la sua possibilità di ripetere il titolo messo in archivio nella scorsa stagione. Troppi cambi generazionali, troppi strascichi: il movimento inglese è in fase di rinnovamento totale, il Sei Nazioni che va a iniziare non può che essere un torneo di transizione. Ciò non vuol dire che i britannici non possano essere protagonisti: saranno decisive le prime due gare, quella di Murrayfield con la Scozia e quella dell&#8217;Olimpico contro l&#8217;Italia a dirci quali sono le reali possibilità di questa nuova Inghilterra, che ha poca esperienza in test internazionali, ma tanta voglia di fare. Ci vorrà un po&#8217; d&#8217;esperienza, e per questo ci sono i vari Charlie Hodgson, Alain Corbisiero, Dylan Hartley e Dan Cole. E&#8217; vero non ci sono più Lewis Moody, James Haskell, Simon Shaw, Jonny Wilkinson e Steve Thompson, ma i nomi nuovi sono già promettenti. Detto ciò, difficilmente questa Inghilterra potrà già lottare per il primo posto in questo Torneo.</p>
<p><strong><a href="http://it.eurosport.yahoo.com/rugby/scozia/">SCOZIA</a> - allenatore (confermato) Andy Robinson (ING)</strong></p>
<p>Il ct è sempre quello e tale rimarrà sino al 2015: l&#8217;impressione è che, però, se le cose non andassero bene, Andy Robinson potrebbe veder finire il proprio regno molto prima della reale scadenza del suo contratto. Lo scorso anno il Sei Nazioni fu quasi fallimentare, con una vittoria nel finale con l&#8217;Italia che valse ad evitare il Cucchiaio di Legno; fallimentare a livello completo il Mondiale, che vide per la prima volta gli Highlanders non qualificati per i quarti. Ora l&#8217;obiettivo e sfangarla, in attesa di tempi migliori: la pochezza offensiva (quattro sole mete nelle gare disputate in Nuova Zelanda) suggeriscono un cambiamento di rotta rispetto alle ultime uscite. Questa volta il calendario è favorevole: si apre con l&#8217;Inghilterra dei giovani, e una vittoria potrebbe dare fiducia per le altre sfide. Tre sono in trasferta, l&#8217;ultima all&#8217;Olimpico &#8220;puzza&#8221; di Cucchiaio lontano un miglio. Vincere qualche gara significherebbe fiducia in Robinson, ripetere gli ultimi due tornei potrebbe dire saluti anticipati al ct.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Agnelli &#8220;Moggi era il più bravo di tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Togliere qualcosa a Inter e Milan come scherzo di Carnevale? Ai nerazzurri non leverei niente perchè lo scudetto del 2006 era già nostro, al Milan la Champions del 2003. Lo scudetto del 2006 è una questione di giustizia, sono emersi fatti nuovi che hanno profondamente modificato quelli di 6 anni fa e perciò cercheremo di portare avanti le nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Togliere qualcosa a <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/calcio/inter/">Inter</a> e <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/calcio/milan/">Milan</a> come scherzo di Carnevale? Ai nerazzurri non leverei niente perchè lo scudetto del 2006 era già nostro, al Milan la Champions del 2003. Lo scudetto del 2006 è una questione di giustizia, sono emersi fatti nuovi che hanno profondamente modificato quelli di 6 anni fa e perciò cercheremo di portare avanti le nostre convinzioni in ogni sede possibile. In quel periodo nel suo lavoro Moggi era il più bravo di tutti, come lo fu Allodi in passato. Mentre Girando per me è stato un punto di riferimento, come un padre, e come tale c&#8217;erano affetti e conflittualità&#8221;. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli torna a parlare di Calciopoli in un&#8217;intervista esclusiva a &#8220;Studio Sport XXL &#8211; la top ten della settimana&#8221; che andrà in onda sabato notte alle ore 00.30 su <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/calcio/italia/index.html">Italia</a> 1.</p>
<p>Agnelli, poi, continua commentando la crescita della squadra rispetto alla passata stagione: &#8220;Chi ha cambiato alcuni dei nostri equilibri nell&#8217;ultimo anno è stato Barzagli. Del Neri aveva un compito difficilissimo, era l&#8217;inizio del rinnovamento; Conte invece lo conosco da 20 anni, è stata una scelta quasi naturale&#8221;. E descrive così lo stile Juventus: &#8220;La Juve per la mia famiglia è sempre stata una passione avvolgente, ma siamo più di cento e non so se tutti hanno una fede bianconera. Ad ogni modo vincere per noi non è importante, è l&#8217;unica cosa che conta, come diceva Boniperti. Lui e Del Piero rappresentano al cento per cento il dna Juve&#8221;.</p>
<p>Il presidente della Juventus continua con un pensiero sulla situazione del calcio in Italia: &#8220;Dieci anni fa i grandi club italiani avevano gli stessi fatturati dei grandi club europei, oggi per colmare il gap tra noi e loro servirebbe un lasso di tempo tra i 5 e gli 8 anni. Nel nostro calcio ci sono tre cose vecchie: gli stadi, i diritti televisivi e la protezione dei marchi. Occorrono riforme. Sulla politica sportiva il Milan resta il nostro migliore alleato, sul campo il rivale più temibile. Ho chiesto alla Ferrari i contratti dei piloti di Formula 1 per applicarli al calcio. Un ritorno a Maranello? Sto bene dove sto&#8221;. Infine, dichiara: &#8220;Il derby mi piace, ma vorrei un <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/calcio/torino/">Torino</a> forte che desse a quella sfida un&#8217;importanza di classifica ben al di là della rivalità cittadina. Chi è il campione bianconero che preferisco? Montero, le figure ideali Torricelli e Nedved. Di chi sento la mancanza? Di mio fratello Giovanni&#8221;.</p>
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		<title>Ma è sempre colpa degli arbitri?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non parlerò più dell&#8217;operato degli arbitri, del resto possono sbagliare, dico solo che sarebbe giusto che nei commenti del dopo-partita i moviolisti ne parlassero nel modo giusto. Comunque ribadisco che non ne parlerò più altrimenti poi dicono che mi lamento&#8221; &#8211; Walter Mazzarri, 22 ottobre 2011 pre Cagliari. &#8220;Il direttore di gara ha sbagliato completamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Non parlerò più dell&#8217;operato degli arbitri, del resto possono sbagliare, dico solo che sarebbe giusto che nei commenti del dopo-partita i moviolisti ne parlassero nel modo giusto. Comunque ribadisco che non ne parlerò più altrimenti poi dicono che mi lamento&#8221; &#8211; Walter Mazzarri, 22 ottobre 2011 pre Cagliari.</em></p>
<p><em>&#8220;Il direttore di gara ha sbagliato completamente la condotta del match. Non è la prima volta che succede. Noi siamo stati buoni, zitti e bravi, ma ora è tempo che gli arbitri si prendano le loro responsabilità. Nelle ultime tre partite si parla di cinque punti che ci mancano&#8221; &#8211; Walter Mazzarri, 2 febbraio 2012 post Cesena.</em></p>
<p>Be&#8217;, in effetti non era difficilissimo. Stiamo scherzando, ovviamente, ma è altrettanto chiaro che le dichiarazioni del tecnico partenopeo dopo la quarta partita di campionato senza i tre punti assomigliano tanto a un parafulmine per coprire le prestazioni di una squadra in crisi di gioco e risultati. Perché gli errori arbitrali ci stanno &#8211; sempre e comunque durante una stagione lunga 9 mesi &#8211; e vanno sottolineati nelle giuste sedi, ma dopo una simile striscia di risultati deludenti sotto gli occhi di tutti forse sarebbe il caso di ricordarsi meglio della promessa fatta nemmeno 4 prima e concentrarsi sugli altri problemi. Quelli tecnici. Già, perché già avevano fatto scalpore le dichiarazioni di qualche settimana fa dello stesso tecnico toscano sul valore del Napoli pari a quello del monte ingaggi &#8211; frasi corrette dallo stesso De Laurentiis &#8211; ma prendersela con gli arbitri dopo un pareggio a reti bianche contro un modestissimo Cesena proprio non convince. E anche a Napoli qualcuno comincia a storcere il naso per le sparate di Mazzarri.</p>
<p>Il Napoli paga sicuramente oltremisura le fatiche di Champions, competizione capace di rubar via energie fisiche ma soprattutto mentali. Il risultato in campo è evidente con una squadra che spesso incappa in serate senza senso figlie di una mancanza di tensione. L&#8217;attacco inoltre vive delle sole sfuriate di fantasia di Lavezzi, nonostante l&#8217;ottimo momento di Pandev, mentre Vargas è ancora un oggetto misterioso.</p>
<p>Serve una sterzata, netta, e un sistema per rigenerare la truppa. Una missione nettamente alla portata di un tecnico capace come Mazzarri che forse dovrebbe ricordarsi delle promesse fatte e abbandonare una volta per tutte le polemiche contro gli arbitri. Altrimenti &#8211; se proprio si vuole rompere una promessa fatta &#8211; bisognerebbe evidenziare gli errori dei fischietti anche quando si vince&#8230;</p>
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		<title>Vale Rossi contento, Ducati in crescita</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Motociclismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Caldissimo nelle ore centrali e un acquazzone pomeridiano che ha fatto chiudere i lavori in anticipo, alle 17:25. In casa Ducati, Nicky Hayden si era fermato prima, verso mezzogiorno, dopo aver provato a guidare con una fasciatura molto stretta della spalla sinistra dolorante. Non avendo comunque la forza necessaria per spingere forte, d&#8217;accordo con la squadra, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caldissimo nelle ore centrali e un acquazzone pomeridiano che ha fatto chiudere i lavori in anticipo, alle 17:25. In casa Ducati, <a href="http://it.eurosport.yahoo.com/mo/profile/1500000000024058.html">Nicky Hayden</a> si era fermato prima, verso mezzogiorno, dopo aver provato a guidare con una fasciatura molto stretta della spalla sinistra dolorante. Non avendo comunque la forza necessaria per spingere forte, d&#8217;accordo con la squadra, ha preferito smettere in anticipo.</p>
<p>Valentino Rossi invece ha continuato fino all&#8217;arrivo della pioggia ed ha chiuso con il quinto miglior tempo, abbassando di un secondo la sua prestazione di ieri. Il pilota italiano si e&#8217; detto soddisfatto del primo test con la GP12.</p>
<p>&#8220;Nel team siamo tutti contenti per come sono andati questi test, soprattutto oggi. 2&#8217;00&#8243;8 comincia ad essere un tempo interessante. Le due Honda e le due Yamaha sono ancora davanti, però noi consideriamo questo test un punto di partenza. Le cose più positive che abbiamo ottenuto sono che l&#8217;anteriore adesso mi permette di guidare un po&#8217; di più come sono capace, che la moto reagisce bene alle modifiche e che abbiamo le idee chiare su cosa ci manca&#8221; spiega il &#8220;Dottore&#8221;.</p>
<p>&#8220;In particolare, se riusciremo a migliorare il comportamento della moto in accelerazione potremo fare un consistente passo in avanti. So che in Ducati il lavoro non si è mai fermato e adesso con le informazioni raccolte continueranno a lavorare sulle aree che abbiamo individuato. Anche se magari ci vorra&#8217; un po&#8217;, è vero che da qui alla prima gara manca ancora tempo. Dobbiamo crescere e quindi stiamo con i piedi per terra ma io sono contento di come è andata&#8221;.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è tanto lavoro da fare e qualche problema da risolvere, ma abbiamo una buona base. Iil morale della truppa è alto&#8221; aggiunge Valentino su twitter. &#8220;Adesso facciamo la valigia e torniamo a casa a fare due traversi sulla neve! Il Subarone è pronto con le termiche!&#8221;</p>
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