Il dubbio resta, qualcosa che non torna c’è. Se ne saranno accorti i tifosi juventini, se ne è accorto per primo Luciano Moggi. Che, puntualmente, a 24 ore di distanza dalla sentenza di primo grado del processo Calciopoli è tornato a parlare mettendo subito il dito nella piaga. La Juventus da che parte sta?
Dalla parte di Moggi no, verrebbe da dire esaminando il comunicato stampa diramato a pochi minuti dalla sentenza di Napoli. Poche frasi nelle quali si è rimarcata la frattura con l’ex direttore generale scaricato ai tempi del ribaltone post-Calciopoli al pari di Antonio Giraudo. Il club bianconero, semmai, si è preoccupato di sottolineare di essere stato assolto dalla responsabilità civile di fronte a una richiesta di risarcimento danni di addirittura 120 milioni di euro. Un bel sospiro di sollievo e via, in sostanza.
Eppure, nello stesso comunicato, si apprende come la Juventus, estranea all’attività di Moggi, abbia intenzione di continuare sino in fondo la battaglia per riavere lo scudetto assegnato all’Inter. In virtù dell’analisi di tutte le prove fornite durante il processo di Napoli, leggasi l’incredibile mole di nuove intercettazioni proposte dalla difesa di Moggi stesso.
“La sentenza odierna afferma la totale estraneità ai fatti contestati di Juventus – si leggeva nel comunitato – che presso il tribunale di Napoli era citata in giudizio come responsabile civile a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’articolo 2049 c.c. Tale decisione, assunta all’esito di un dibattimento approfondito e all’analisi di tutte le prove, stride con la realtà di una giustizia sportiva sommaria dalla quale Juventus è stata l’unica società gravemente colpita e l’unica a dover pagare con due titoli sottratti, dopo aver conseguito le vittorie sul campo, con una retrocessione e con relativi ingenti danni. Juventus proseguirà nelle sue battaglie legittime per ripristinare la parità di trattamento”.
Dunque, da un lato la Juventus rompe definitivamente il legame con l’ex direttore generale ma, dall’altro, proprio nella sua strenue difesa in sede processuale trova nuove forze per la battaglia in sede sportiva. Sembra un paradosso, eppure non lo è.
Anche se, come è logico che sia, Moggi non è del parere e l’ha sottolineato subito con due frasi che lasciano intendere l’apertura di nuova fase in vista dell’appello. “Io non so cosa significhi l’estraneità ai fatti – ha sottolineato –, ma so che in campo non ci andavo io. Ci andava la Juventus. E quella delle tessere telefoniche straniere non era un’operazione mia. È stata la Juventus a comprarle per evitare spionaggi industriali”.
Occhio, dunque. Chissà che Moggi in secondo grado non finisce per stupire ancora di più. Lasciando di stucco anche la Vecchia Signora, che per mesi ha cavalcato il fiume di intercettazioni da lui fornite per poi salutarlo in via definitiva al momento della sentenza.
