Aleksander Shustov ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto. Superando l’asticella posta a 2,33 il russo ha battuto il connazionale Ivan Ukhov, secondo con 2,31. Medaglia di bronzo per il britannico Martyn Bernard, con 2,29. Il torinese Marco Fassinotti con 2,23 si è piazzato al nono posto.
400 OSTACOLI- Giacomo Panizza si ferma alle semifinali dei 400 ostacoli. L’azzurro, infatti, chiude settimo la seconda semifinale con il tempo di 51”46.
SALTO CON L’ASTA – Giuseppe Gibilisco si è qualificato per la finale dell’asta agli Europei d’atletica. L’atleta siracusano ha superato brillantemente alla prima prova sia la quota d’accesso di 5,50, sia quella successiva a 5,60, piazzandosi al comando. Niente da fare invece per Giorgio Piantella, brillante a 5,50 (alla prima) dopo aver faticato sia a 5,30 (superato alla terza), sia a 5,40 (ok alla seconda), ma finisce poi per collezionare tre errori a 5,60. E’ quindicesimo, fuori dalla finale.
“E’ stata una buona qualifica affrontata con sicurezza – queste le prime parole di Gibilisco – in allenamento ho fatto buone cose e mi aspettavo che si potessero mettere a frutto anche in gara. Stamattina il vento girava un po’, ma usando un’asta media sono riuscito a gestirlo abbastanza bene. Sabato vado in finale per una rivincita e per tornare a fare qualcosa di importante. Bisognerà partire subito alti, ma la misura d’entrata la valuteremo in base alle condizioni del momento. A Formia, con i tecnici Potapovich e Margesin, sta nascendo un bel gruppo di astisti italiani”.
In quel gruppo c’è anche l’altro azzurro Giorgio Piantella, impegnato in una qualificazione che per lui era già quasi come una finale: “Ho fatto 5,50 alla prima, ma non poteva bastare. Qui siamo ad un altro livello. Sono contento, ma non posso essere pienamente soddisfatto. Ho lottatto molto per fare il minimo e ci tenevo a confermarmi a Barcellona. I raduni federali stanno fruttando. Formia è un bel posto per allenarsi e poterlo fare al fianco di un campione come Gibilisco per me è un grosso stimolo”.
200 METRI – Niente finale dei 200 metri per Matteo Galvan. Sesto nella sua batteria con 20”96 (vittoria al norvegese Ndure con 20″60), l’atleta azzurro finisce come primo degli esclusi, beffato per un solo centesimo dal russo Kolesnichenko, quinto nella sua stessa gara con 20”95. I migliori sono in fila: guida la lista proprio Ndure, seguito dal britannico Malcolm (20”63) e dal francese Lemaitre (20”64). “Nella prima metà di gara c’ero abbastanza, poi all’uscita dalla curva quando si trattava di schiacciare l’acceleratore, mi è mancata una marcia in più – ha dichiarato il finanziere azzurro – prendiamola così, sono deluso. Anche se era solo la mia seconda gara dell’anno ci ho voluto provare lo stesso per non buttare via del tutto la stagione. Per la 4×400 credo che in questo momento sia giusto dare spazio ad altri più in forma di me. Io ora conto di operarmi al più presto al tendine, così da poter tornare ad essere di nuovo competitivo”.
110 OSTACOLI – Stefano Tedesco fuori nelle batterie dei 110 ostacoli. Nella sessione vinta dal francese Dimitri Bascou, l’azzurro ha chiuso al sesto posto con il tempo di 13”96. “Stavo andando bene, poi gli ultimi due ostacoli li ho un po’ toccati e non sono riuscito a fare come volevo”, spiega Tedesco ai microfoni di Rai Sport. “Non è facile al mattino correre veloce, la mia batteria era abbastanza veloce ma tutto questo fa esperienza. Ero carico, non stavo andando male, ero in progressione ma ho toccato gli ultimi due ostacoli che mi hanno fatto perdere un decimo e la possibilità di un ripescaggio”.
SALTO TRIPLO DONNE – La palermitana Simona la Mantia ce la fa, si piazza al decimo posto nella classifica complessiva delle due gare di qualificazione, ed entra nella finale del salto triplo. La gara è stata fortemente condizionata dal vento, che è spirato, forte, quasi sempre alle spalle delle atlete, salvo che nel caso dell’azzurra, che è planata a 14,16 (a soli 4 centimetri dalla misura di ingresso diretto) con uno 0.7 d’aria sul viso (serie: 13,83; 14,16; 14,10). A beneficiarne di più di tutti, la russa Alekhina, arrivata addirittura a 14,93, con la spinta alle spalle di 3.7 metri al secondo. Dopo la qualificazione, occhi lucidi ed emozione palpabile per la triplista palermitana: “Sono contentissima, dopo tre anni trafitti dagli infortuni, quest’anno sono finalmente tornata a certi livelli, ho vinto un campionato italiano ed adesso mi gioco una finale agli Europei! Oggi al primo salto ho guardato molto la pedana, finendo per staccare lontano, ma vedevo che il vento era parecchio fastidioso e non volevo aprire con un nullo. Poi il secondo e il terzo, invece, sono entrata bene. In finale voglio il miglior salto dell’anno. Sto bene, posso farcela”.
